mercoledì 16 marzo 2016

Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.







Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

 KOSTANTINOS KAVAFIS





Sul mare la nuvola rossastra
in mare il battello d'argento
dentro il mare il pesce giallo
in fondo al mare il muschio blu.
Sulla riva del mare un uomo nudo pensa
devo essere la nuvola
oppure il battello
devo essere il pesce
oppure il muschio.
Né l'uno né l'altro
né l'uno né l'altro.
Devi essere il mare, vecchio mio,
con la sua nuvola
il suo battello
il suo pesce
e il suo muschio.


NAZIM HIKMET







                                                     (ULISSE E PENELOPE (1560 circa) - Francesco Primaticcio)


Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che tu volvi,
mangiati dalla salsedine;
scheggia fuori del tempo, testimone
di una volontà fredda che non passa.
Altro fui: uomo intento che riguarda
in sé, in altrui, il bollore
della vita fugace - uomo che tarda
all’atto, che nessuno, poi, distrugge.
Volli cercare il male
che tarla il mondo, la piccola stortura
d’una leva che arresta
l’ordegno universale; e tutti vidi
gli eventi del minuto
come pronti a disgiungersi in un crollo.
Seguìto il solco d’un sentiero m’ebbi
l’opposto in cuore, col suo invito; e forse
m’occorreva il coltello che recide,
la mente che decide e si determina.
Altri libri occorrevano
a me, non la tua pagina rombante.
Ma nulla so rimpiangere: tu sciogli
ancora i groppi interni col tuo canto.
Il tuo delirio sale agli astri ormai.
Eugenio Montale






                                                             (Arnold Böcklin Triton und nereide, 1875)


Non calcheranno questa sabbia
Non calcheranno questa sabbia
i piedi scalzi feriti dalla gelida acqua
che trafigge come acuminati
spilli i corpi e le anime
e nell’abisso blu annega
la speranza dell’umana dignità.
(Salvatore Castrianni, 20 febbraio 2016, Naufragio di Siculiana.)




Selezione poetica e immagini a cura di Fabrizio Sapio e Adele Musso


11 commenti:

  1. Davvero una bella raccolta. Grazie per questo attimo di poesia. L'incipit è molto significativo, una perla di saggezza per ognuno di noi. Belle anche le immagini.
    Nina

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  2. Non poteva non piacermi questa selezione. Molto belli anche i tuoi disegni Adele. Il titolo del post da cosa è preso? Mi ha colpito molto

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    1. Leggo ora che è di Saint-Exupèry

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    2. Per il titolo dobbiamo ringraziare Fabrizio. Grazie Annalisa!

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    3. Parole e immagini che ci portano lontano... ancora complimenti Adele per il tuo disegno, mi piace proprio questa sirena che esce dal suo sfondo

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    4. Grazie Valeria, la sirena vorrebbe recuperare le ali che un tempo le appartenevano.

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  3. Non è vero che l'arte serve a distrarci dalla vita, è vero invece che proprio lei ce la mostra con più accuratezza di quanto i nostri occhi lasciati da soli potrebbero mai fare.

    RosaL.

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    1. E la rende sostenibile nei momenti di scoramento, un puntello di luce. Grazie Rosa.

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  4. Mi piace molto questa selezione di poesie. Mi piace Itaca, mi piace Montale, Mi piace Hikmet. Mi piace il mare.
    Il mare è una favola di luce, colore, movimento. Ho visto il tuo disegno nella pagina del gruppo: non riesco a vederlo adesso ma lo ricordo bene. Bello. Mi piacciono i vortici, sono quelli delle onde. Del Mare

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  5. Leggo tutta la selezione, ma il mio pensiero si è fermato sulla poesia Itaca.
    Mi piace, mi piace tanto, troppo. A tal punto da suscitare in me il sentimento dell'invidia. Voglio addomesticarlo questo sentimento e allora gli porgo l'alloro e lo trasformo in ammirazione.
    Ognuno abbia la sua Itaca, seguendo la via indicata dal poeta.
    Bravi anche voi due e l'incipit che ha saputo attrarmi quale preludio di un bel romanzo.

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  6. Cara Adelaide, Itaca è una invocazione a ognuno, forse un po' didattica e prescrittiva, ma coglie l'essenza dell'uomo, del viaggio. il mare stesso è viaggio, ovvio, e per noi abitanti di un'isola lo è ancor di più. ma il viaggio è nelle nostre teste, ecco da dove scaturisce la frase di Expupéry in esergo.
    Vorrei organizzare a breve un'altra lattina sul mare, e questa volta vorrei le vostre adesioni in massa: pensieri e poesie. Rinnovo l'esortazione di due anni fa - e poi periodicamente ripetuta - quando con Adele sollecitammo tutti a condividere e inviare. Non aspettate di sapere i temi (a volte li decidiamo in cinque minuti, fuori tempo massimo e con Adele che fa i salti mortali per accontentarmi). grazie a tutti quelli che si fanno emozionare. Fabrizio

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