mercoledì 13 gennaio 2016

Ho spaccato quella bellissima finestra. E sono rientrato.

                                                                              Jack Vettrian


Si esce e si chiude la porta
senza pensarci. E quando ci si volta
a vedere quel che si è combinato
è troppo tardi. Se vi sembra
la storia di una vita, d’accordo.
Pioveva. I vicini che avevano la copia
della chiave erano via. Ho provato e riprovato
le finestre del pianterreno. Fissavo
il divano, le piante, il tavolo e le sedie.
lo stereo all’interno.
La mia tazza di caffè e il posacenere mi aspettavano
sul tavolo col piano di cristallo e il mio cuore
era con loro. Li ho salutati: Salve, amici !,
qualcosa del genere. Dopotutto
non era un grosso guaio.
Me ne sono capitati di peggio. Stavolta
era perfino un po’ buffo. Ho trovato la scala.
L’ho presa e l’ho appoggiata alla casa.
Poi mi sono arrampicato sotto la pioggia fino al balcone,
ho scavalcato la ringhiera
e ho provato ad aprire la porta. Chiusa a chiave,
naturalmente. Ma mi sono messo a guardare dentro
lo stesso, la scrivania, le carte e la mia sedia.
Questa era la finestra davanti
alla scrivania da cui alzo gli occhi
e guardo fuori quando sto seduto là dietro.
E’ molto diverso dal pianterreno, ho pensato.
E’ tutta un’altra cosa.
Ed era proprio forte guardare dentro così, senza esser visto,
dal balcone. Essere lì, dentro, eppure non esserci.
Non credo neanche di poterne parlare.
Ho accostato la faccia al vetro
e mi sono immaginato là dentro,
seduto alla scrivania. Che alzo lo sguardo
dal mio lavoro ogni tanto.
E penso a qualche altro posto
e a qualche altro tempo.
Alla gente che amavo allora.
Sono rimasto un minuto lì, sotto la pioggia.
Mi consideravo il più fortunato degli uomini.
Anche se mi ha attraversato un’ondata di dolore.
Anche se mi vergognavo violentemente
del male che avevo fatto all’epoca.
Ho spaccato quella bellissima finestra.
E sono rientrato.

Raymond Carver



 

                                                                                 Jack Vettrian


HISTRION

Nessuno mai osò scrivere questo,
ma io so come le anime dei grandi
talvolta dimorano in noi,
e in esse fusi non siamo che
il riflesso di queste anime.
Così son Dante per un po' e sono
un certo Francois Villon, ladro poeta
o sono chi per santità nominare
farebbe blasfemo il mio nome;
un attimo e la fiamma muore.
Come nel centro nostro ardesse una sfera
trasparente oro fuso, il nostro "Io"
e in questa qualche forma s'infonde:
Cristo o Giovanni o il Fiorentino;
e poi che ogni forma imposta
radia il chiaro della sfera,
noi cessiamo dall'essere allora
e i maestri delle nostre anime perdurano.

Ezra Pound






                                                                             John Cheever

Sono sempre stato l'amante
- mai l'amato -
e ho passato molta della mia vita
ad aspettare treni, aerei, barche,
rumori di passi, campanelli,
lettere, telefonate,
nevicate, piogge, tuoni. 


John Cheever

                                                      Jared Joslin


 
Quando sarà il mio turno
in questa mascherata
che come una folata
gira le foglie al vento
cadendole per terra,
io griderò “presente!”
senza pena e rimorso
Quello che ho fatto è fatto
quel che ho bevuto e morso
lo ricordo negli occhi
lo porto nelle mani
ancora sgoccia e appiccica
e tutto mi conforta

La vita
ammetto che l’ho fatta
filtrare dalle dita
filtrare dalle vene
trapassandone il cuore
corrugando la mente
colmando la mia nuca
che mi dava del tu
di scomodi pensieri
di come fossi fatto,
sarai, saresti, eri
Il rimorso non conta
perchè non cambia un “ette”
del presente che sono
sfuggito alle vendette

Sassi ho gettato e sassi ho ricevuto
ma sono stato ai tè
delle persone ammodo
 -i poeti beoni -
succhiando le parole
ch’esaltano e consolano
Sono stato disperso
tra la perduta gente
con odore di brace




sotto le unghie e i denti
affratellato e matto
confuso ed incosciente

E adesso  che mi siedo
per scrivere sull’Ente
proprio perché ci rido
non ci penso per niente

Fabrizio Sapio



                                                                                  Jared Joslin


 Selezione poetica e immagini a cura di Adele Musso e Fabrizio Sapio


 

9 commenti:

  1. Adele un grazie speciale per Vettriano. Le poesie sono superbe e piene di pensieri pensanti. Una bella selezione.

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    1. Vettriano, un pittore che conoscevo e che mi piace, moderno, danzante, forte e carnale, grazie di avermelo suggerito.

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  2. È un raro privilegio poter collaborare con un sentire comune. Chi suggerisce a chi? Fabrizio

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  3. Una lattina che é una "sciccheria" !!! Un appuntamento settimanale da nn perdere, x restare in contatto col mondo che sente ciò che vive. Grazie ad Adele e Fabrizio

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  4. La poesia ti regala molteplici pensieri. Qua puoi attraversare, spaziare, entrare e uscire. Rileggere. Grazie per il vostro lavoro e per questa latta "di nicchia" preziosa. Alla prossima.
    Nina

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  5. grazie cara assidua e preziosa lettrice. E' per voi e noi che Adele ed io ci mettiamo entusiasmo e impegno.Fab

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