mercoledì 17 giugno 2015

Chi è solo bello, resta bello all’occhio. Ma chi ha valore sarà bello sempre” ...
















 
SI MI NNÈ GHIRI

Si mi nnè ghiri ti portu 'nto cori
e lu to' ciavuru mi portu appressu,
ddu ciavuru bonu di limiuna e furmentu
'u ciavuru bonu ca mi porta lu ventu.
'A brezza marina cca nun la lassu,
mi nni portu 'na sporta 'ncucciata 'nto vrazzu.
L'acqua ra 'Nzerra 'nta 'na burnia
e un catu mi portu di terra mia.
'Na rama d'alivu e 'na bacchetta di rosa,
'na vesta bianca e un mazzu di sposa.
Quattru valigi mi porti di tia
pi nun patiri la malincunia.
Scinni 'na lacrima...,
non pozzu cchiù ancora scrivìri,
ca si ci penzu mi sentu murìri.
Si mi nnè ghiri sarà cu duluri,
ma si lu fazzu, lu fazzu p'amuri.


Adelaide J. Pellitteri












Vorrei veramente essere morta.
Essa lasciandomi piangendo forte,
mi disse: "Quanto ci è dato soffrire,
 Saffo: contro ogni mia voglia
io devo abbandonarti".
Allontanati felice" risposi
Ma ricorda che fui di te
sempre amorosa.
Ma se tu dimenticherai
(e tu dimentichi) io voglio ricordare
i nostri celesti patimenti:
le molte ghirlande di viole e rose
che a me vicina, sul grembo
intrecciasti col timo;
i vezzi di leggiadre corolle
che mi chiudesti intorno
al delicato collo;
l'olio da re, forte di fiori,
che la tua mano lisciava
sulla lucida pelle;
e i molli letti
dove alle tenere fanciulle joniche
nasceva l'amore della tua bellezza.
Non un canto di coro,
ne' sacro, ne' inno nuziale
si levava senza le nostre voci;
e non il bosco dove a primavera
il suono..

Chi è solo bello, resta bello all’occhio. Ma chi ha valore sarà bello sempre” ...  


Non stupirti del mio amore

che di parole ne rimasero tra i capelli

e nello sguardo che vedeva ciò che voleva vedere

smessi gli abiti e i pensieri regalati ai poveri di Dio


Non stupirti se ti chiederò

di chiudermi bene gli occhi

affinché nessuno abbia a spiare

il vuoto e l'iride rovescia

Immobile,

con la corona opaca e la pelle ispessita

non stupirti se l'amore lo inalerai con i fiori marciti

nell'aria rarefatta

Qualcuno aprirà la finestra e vedrà oltre.

Non si sopporta la vista di ciò che non si comprende.

Ti salveranno le speranze

perché questo è ciò che fanno le speranze

le mani che trascinano verso l'alba

ché la notte non ti salva.

E non stupirti se del mio amore

resterà solo una leggera pressione sulla spalla

diranno: era una donna di valore.

Adele Musso



6 commenti:

  1. FedericoMoccio17 giugno 2015 10:54

    Tutte e tre le poesie creano immagini grandiose e in tutte e tre un elemento in comune é l'odore (i limoni in Jole, il timo in Saffo e i fiori marciti in Adele).
    Ade, proprio questa immagine dell'inalare i fiori marci, mi ricorda la mia foto di copertina che hai visto ieri, che dici?

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    1. Dico che nulla avviene per caso e che ci sono percorsi apparentemente invisibili che spesso conducono in luogo unico.

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  2. Che profumo di grande poesia. Meraviglioso leggervi. L'amore vero scorre nelle vostre vene in eterno. E ne resta traccia indelebile. Grazie a entrambe le siciliane e un rispettoso omaggio alla greca. Fab

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    1. Grazie Fabrizio, in maniera casuale queste tre poesie si legano. L'amore che dispera quando ci si deve allontanare dalla propria terra e si cerca di sintetizzare in pochi oggetti il senso dell'appartenenza a un luogo. L'acqua, la terra, l'aria, e il quarto elemento è: l'amore/fuoco. Brava Jole.

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  3. Grazie Fo, Fab e Adele, ho sempre avuto grande pudore a scrivere poesie d'amore, per questo le le mie non sono tantissime. Leggere Adele a me fa bene ed è bella (lo dico a Fo) l'immagine che dopo i fiori marci qualcuno aprirà la finestra e guarderà oltre.
    Di Saffo (per rimanere nel tema dell'amore) voglio riportare questo verso: Alcuni dicono che sulla terra nera la cosa più bella sia un esercito di cavalieri, altri di fanti, altri di navi, io invece ciò di cui uno è innamorato.
    Come darle torto?

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  4. Buonasera. Lessi di voi e lessi presto. Lessi di buon attino ma non commentai...
    Dopo questo inizio poetico mi spiego, l'amore come perdita di Jole nel suo dialetto che adoro. Lo conoscevo già il suo dialetto poetico, rende tra limiuni e valigie. sembra una partenza dovuta e sofferta, per amore per la famiglia , come di migrante.
    Di adele la perdita è sinonimo di morte, rievocata dai fiori marci e l'assenza come perdita e partenza. Molto belle tutte

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