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giovedì 18 maggio 2017

Tutto va per il meglio, nel peggiore dei mondi possibili










Son tanto brava lungo il giorno.
Comprendo, accetto, non piango.
Quasi imparo ad aver orgoglio
quasi fossi un uomo.
Ma, al primo brivido di viola in cielo
ogni diurno sostegno dispare.
Tu mi sospiri lontano:
<Sera, sera dolce e mia!>
Sembrami d'aver fra le dita la
stanchezza di tutta la terra.
Non son più che sguardo,
sguardo sperduto, e vene.






Rose calpestava nel suo delirio
e il corpo bianco che amava.
Ad ogni lividura più mi prostravo,
oh singhiozzo invano di creatura.
Rose calpestava,
s'abbatteva il pugno
e folle lo sputo
sulla fronte che adorava.
Feroce il suo male
più di tutto il mio martirio.
Ma, or che son fuggita,
ch'io muoia,
muoia del suo male.

Sibilla Aleramo





In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose

P.S. E così dimenticammo le rose.



L’INVETRIATA
La sera fumosa d’estate
Dall’alta invetriata mesce chiarori nell’ombra
E mi lascia nel cuore un suggello ardente.
Ma chi ha (sul terrazzo sul fiume si accende una lampada) chi ha
A la Madonnina del Ponte chi è chi è che ha acceso la lampada? – ’è
Nella stanza un odor di putredine: c’è
Nella stanza una piaga rossa languente.
Le stelle sono bottoni di madreperla e la sera si veste di velluto:
E tremola la sera fatua: è fatua la sera e tremola ma c’è
Nel cuore della sera c’è
Sempre una piaga rossa languente.

Dino Campana



Selezione poetica e immagini a cura di Adele Musso e Fabrizio Sapio

giovedì 16 febbraio 2017

telefonami tra cent'anni









Alternativa episodica del poeta

Stavo per scrivere una poesia
invece ho fatto una torta ci è voluto
più o meno lo stesso tempo
chiaro la torta era una stesura definitiva
una poesia avrebbe avuto
un po' di strada da fare giorni e settimane
e parecchi fogli stropicciati

La torta aveva già una sua piccola
platea ciarlante
che ruzzolava tra camioncini e un'autopompa
sul pavimento della cucina.

Questa torta piacerà a tutti
avrà dentro mele e mirtilli rossi
albicocche secche
tanti amici diranno ma perché diavolo
ne hai fatta una sola

Questo non succede con le poesie
a causa di una inesprimibile  tristezza
ho deciso
di dedicare la mattinata a un pubblico ricettivo
non voglio aspettare
una settimana un anno una generazione
che si presenti il consumatore giusto







Avevo bisogno di parlare con mia sorella

Avevo bisogno di parlare con mia sorella
parlarle al telefono intendo
come facevo ogni mattina
e anche la sera
quando i nipotini dicevano qualcosa
che ci stringeva il cuore

Ho chiamato il suo telefono ha squillato quattro volte
potete immaginarmi trattenere il respiro
poi c'è stato un terribile rumore telefonico
una voce ha detto questo numero non è più attivo
che meraviglia ho pensato posso ancora chiamare
non hanno assegnato il suo numero a un'altra persona malgrado
due anni di assenza per morte.







RESPONSABILITA’

È responsabilità della società accettare che il poeta sia un poeta
È responsabilità del poeta essere una donna
È responsabilità del poeta stare agli angoli delle strade
consegnando poesie e volantini scritti mirabilmente
o volantini dalla retorica esasperata
inguardabili
È responsabilità del poeta essere pigro andare in giro a vaticinare
È responsabilità del poeta non pagare tasse destinate alla guerra
È responsabilità del poeta entrare e uscire da torri
d’avorio e bilocali in periferia
e campi di granoturco e accampamenti militari
È responsabilità del poeta maschio essere una donna
È responsabilità del poeta femmina essere una donna
È responsabilità di chi è poeta affermare la verità contro il potere come dicono
i Quaccheri
È responsabilità di chi è poeta imparare la verità da chi non ha potere
È responsabilità del poeta dire molte volte: non c’è
libertà senza giustizia e questo significa giustizia
economica e giustizia degli affetti
È responsabilità del poeta cantarlo in tutte le chiavi
originali e tradizionali in cui si cantano e dicono le poesie
È responsabilità del poeta ascoltare le chiacchiere e rimetterle
in giro come i cantastorie che travasano il racconto della vita
Non c’è libertà senza paura e coraggio. Non c’è
libertà se non continuano
la terra e l’aria e l’acqua e se non continuano
anche i bambini
È responsabilità del poeta essere una donna sorvegliare
il mondo e gridare come Cassandra ma stavolta
essere ascoltata.




selezione poetica e immagini a cura di Adele Musso e Fabrizio Sapio

giovedì 2 febbraio 2017

disamore e caffettiere sull'orlo di una crisi di gas



          





       
 Le piccole cose che amo di te
 quel tuo sorriso un po’ lontano
 il gesto lento della mano
 con cui mi accarezzi i capelli
 e dici: vorrei averli anch’io così belli
 e io dico: caro sei un po' matto
 e a letto svegliarsi col tuo respiro vicino
 e sul comodino
 il giornale della sera
 la tua caffettiera
 che canta, in cucina
 l’odore di pipa che fumi la mattina
 il tuo profumo un po' blasé
 il tuo buffo gilet
 le piccole cose che amo di te

 Quel tuo sorriso strano
 il gesto continuo della mano
 con cui mi tocchi i capelli
 e ripeti: vorrei averli anch’io così belli
 e io dico: caro me l’hai già detto
 e a letto sveglia
 sentendo il tuo respiro un po' affannato
 e sul comodino il bicarbonato
 la tua caffettiera
 che sibila in cucina
 l’odore di pipa anche la mattina
 il tuo profumo un po' demodé
 le piccole cose che amo di te

Quel tuo sorriso beota
 la mania idiota
 di tirarmi i capelli
 e dici: vorrei averli anch’io così belli
 e ti dico: cretino,
 comprati un parrucchino!
 E a letto stare sveglia e sentirti russare
 e sul comodino
 un tuo calzino
 e la tua caffettiera
 che è esplosa
 finalmente, in cucina!
 La pipa che impesta fin dalla mattina
 il tuo profumo di scimpanzé
 quell’orrendo gilet
 le piccole cose che amo di te.  

Stefano Benni




Se riuscissi a scoprirmi
a capire come chiamare
questo amore
se complicare o sciogliere
difetti e distrazioni.
Un libro chiuso sul letto
qualcuno lo ha sfogliato
e poi dimenticato.
Pulviscoli di fine sabbia
mi accecano l’iride.
La mia saliva bagna il deserto del tuo palato.
Se riuscissi a difendermi dal cupo inverno
dal vento di libeccio che muove i capelli
che coprono e scoprono il mio viso
a intermittenza irregolare.
Resto immobile a guardare
la rosa che tu volevi
la rosa che hai lasciato
sul davanzale e la finestra aperta.

Nina Tarantino




Nasce piano piano
lieve tanto che l’odo appena:
un sibilo di canotto sgonfiato
e torna in un gorgoglio di gola
come un flusso di ritorno in uno scarico.

Tu russi!
Mi avevi giurato di no!
Non ti avrei mai consentito di dormire con me.
Dividere il letto i pasti gli umori gli odori i piaceri
non ti bastava?
Vuoi condividere i tuoi incubi?

Ora ti sveglio e ti smaschero;
ti accuso, ma dubiteresti.
Allora mi alzo e ti registro.

Nel buio vado a tentoni con le braccia larghe davanti a me.
Ma tu lasci sempre la porta chiusa a metà
quel tanto che basta a passare tra le mie braccia
e venirmi incontro allegra con la maniglia che scodinzola.
La testa sbattuta nello stipite la sopporto
ma il dolore viene su dal terzo dito del piede
disarticolato in segno di vittoria.
Mugolo e crollo sul pavimento.

Non smaniare – mi dici – mi hai svegliato!

Chiudo piano la porta
e vado in bagno a gemere bestemmie.

Fabrizio Sapio





The cats will know

Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l’alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.

Cesare Pavese





 Selezione poetica e d'immagini a cura di Adele Musso e Fabrizio Sapio

La prossima settimana ci occuperemo ancora d'amore, sì saremo banalmente Valentiniani, ma lo faremo concentrandoci sul tema del furto d'amore, furto d'oggetti, plagi, appropriazioni indebite et similari, aspettiamo le vostre denunce poetiche.