(Odilon Redon, la cellule d'or)
Sei fatto di sogni, di carne è l'involucro
Sei entità spirituale, entità fisica
Sei ciò che la natura ha generato
Sei ciò che sei per gli occhi altrui
Sei il re del tuo castello
Sei lo schiavo della
società
Sei bianco e nero, luce ed
ombra insieme
Sei tu l'unica catena che
circonda l'orizzonte.
Della vita gli occhi sono la chiave
Rubare gli sguardi è il reato minore
Vedere Guardare Osservare
Modi diversi di conoscere
Senso perfetto, dono materno
Racchiude buio, luce, l’eterno.
(Alberto Savinio, Promenade )
La verità ti acceca
Di riflesso chiudi gli occhi
La luce è forte, penetra
Ti senti strano, diverso in volto
Accogli il nuovo senza fiducia
Paura di delusioni e pensieri caotici
Si affolla la mente
Rivolta contadina
Il macchinario s’inceppa
Cimitero delle macchine
(Rafal Olbinski )
Sei stata un brivido sulla schiena
Cosi come volevo ha aperto il cuore
Sei ora un ricordo rubato dal tempo
Lontano ma alto, ancora visibile, irriconoscibile
Spiccherei il volo per tenerti la mano
Stringerti al petto senza il tuo permesso
Capire se è stata emozione vera
Scendere a terra e portarti con me.
...Riempi il tuo zaino e cambi il passo
Vivi la vita come in un pellegrinaggio
La meta che cerchi è la felicità.
Giuseppe Faddetta
La pagina poetica oggi ospita Giuseppe Faddetta, giovanissimo cultore della poesia al quale volentieri diamo spazio e parola. Percepiamo nelle sue liriche il senso della ricerca, dell'osservazione intimistica, e l'entusiasmo che consente di attraversare con uno zaino in spalla il mondo intero.
Selezione poetica e immagini a cura di Adele Musso e Fabrizio Sapio








