mercoledì 3 febbraio 2016

Forse un calice conico ricolmo di bevanda brilla come la luce del mattino.










 Corro con te verso i tuoi vent’anni
 e tra noi si spalanca quella distesa di trenta
 che per l’uomo, si dice, procede all’indietro.
 Se tale ha da essere la giusta direzione
 correrò ancora con te indietreggiando.
 Agguanterò il desiderio trascinandomi
 sugli occhi e sul naso.

Ibn Hamdis





 Forse un calice conico ricolmo di bevanda
 brilla come la luce del mattino.
 Come se avesse al centro un tizzone rovente
 che lo infrangesse con le sue scintille.
 Ricorda ciò che vedi, pensa alla meraviglia
 dell’unione dell’acqua con il fuoco.

Abû‘Alî al-Husayn, ( vers.Valerio Magrelli)


                                       (Giovanni Giampietrino)



Ad una Favara dei due mari ogni valore e pregio
 una vita piacevole la bellezza dei luoghi senza uguale
 si diramano in nove ruscelli le tue acque
 e quel loro fluire separate che incanto!
 la battaglia d’amore ha il suo terreno
 al centro tra l’uno e l’altro mare
 e in riva al tuo canale la passione attende
 oh il lago delle due palme che meraviglia!
 e il palazzo sovrano eretto in mezzo al lago
 che lo cinge le acque pure e chiare
 dei due rami di mare sono perle liquefatte
 tutta quella liscia lama è un lago
 i rami del giardino si protendono a vedere i pesci a scherzare
 e nuota il pesce nelle sue acque limpide e cantano gli uccelli nel suo folto d’alberi
 le arance quando sull’isola maturano
 sono fuochi che ardono su rami di crisolito
 e il limone somiglia al pallore dell’amante
 dopo notti di lontananza e di tortura
 e somigliano le palme a due leali amanti in guardia dai nemici
 in un forte per loro inaccessibile
 o pende un sospetto su di loro ed essi si ostinano a mettere alla prova il  pensiero di chi dubita
 O palme dei due mari di Palermo
 vi irrorino le piogge d’abbondanza senza pause
 gioite dei decreti del destino
 concedetevi ogni gaudio e gli eventi avranno pace
 all’unisono con Dio proteggete il popolo d’amore all’ombra vostra
 sia l’amore inviolabile
l’ho veduto questo con i miei occhi
ma sentissi parlare di simili delizie crederei a un imbroglio.

‘Abd Ar-Rahman di Trapani (vers. Mario Luzi)

                                                    (Avicenna)


Chi non avesse mai veduto foco
no crederia che cocere potesse,
anti li sembraria sollazo e gioco
lo so isprendore, quando lo vedesse.

Ma s'ello lo toccasse in alcun loco,
ben li sembrara che forte cocesse:
quello d'Amore m'ha toccato un poco;
molto me coce: Deo, che s'aprendesse!

Che s'aprendesse in voi, madonna mia,
che mi mostrate dar sollazo amando,
e voi mi date pur pen'e tormento!

Certo l'Amore fa gran villania,
che no distringe te, che vai gabando;
a me che servo non dà isbaldimento.

Giacomo da Lentini

Come l'argento vivo fuge 'l foco,
così mi fa del viso lo colore,
quando vi son davanti in nessun loco,
per domandarvi, bella, gioi d'amore.

Vegendo voi, ardiment'ho sì poco,
ch'io non vi posso dire lo mio core;
così tacendo perdo d'aver gioco,
se voi non fate come il buon segnore,

che 'nanti ch'omo chera se n'avede,
cotant'ha in sé di bona canoscenza,
la'nde lo servidor non è perdente:

lo dimandar non noccia a chi ben crede,
poi che a lingua cherir agio temenza,
ma tuttor co lo core son cherente.

Giacomo da Lentini






Vieppiù di Voi, Madonna, la mancanza
Sento, ke non de la Sikylia mia
Qella terra de bella sembianza
Ke me fece de Mate, Pate e Zia.

Già sanza Vui, del vér la strutta mente
Va favellando de sì gran perdanza
E pur anco, pianzendo amaramente
Tento sopprimer nel venen l’iranza.

Poi, sempre ancor scorato e più dolente
Collo stocco me gito per il collo
Ma, perorando mea causa ardentemente
Penzo  k’è melio talliuzar un pollo.

Misericordia, dite, in ke fallai
Ke no son degno di nulla pietanza?
El core meo più fortemente omai
Pianze, sciogliendo tutta so’ possanza.

Nulla più membro, se non Vui soltanto
(pensav’io ingurgitando il pollo affranto).
Ed or ora mi duole, in qesta stanza
Non già la mente e il cor, ma un po’ la panza.

Fabrizio Sapio 




selezione poetica e immagini a cura di Fabrizio Sapio e Adele Musso

7 commenti:

  1. Bella pagina! Immagini particolari, tanta poesia e una risata finale!
    Complimenti e grazie per la vostra opera
    Nina

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  2. vedo che è di moda il pollo nella poesia!Complimenti per il lavoro fatto...

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  3. Lessi.
    Quella di Fabrizio è notevole, pure le altre. Quoto il pollo.
    gd

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  4. Questa volta ci siamo divertiti un po'. Oltre allle scelte condivise, le immagini meravigliose regalano esotismo e rendiamo le mille grazie alla leggiadra Adele per questo. Grazie agli illustri lettori e commentatori. Ci saranno ancora sorprese, risate e 'pensieri stupendi'. Faremo una lattina vietata ai minori, ci stiamo lavorando. Fab

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  5. Lette. Poesie molto interessanti, specialmente l'ultima!

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